Sara' la scuola Steineriana a cui vanno i bimbi, sara' l'orto sul balcone, saranno gli anni scanditi dalle mareggiate, tant'e' che quest'anno sento le stagioni che si susseguono ed ognuna lascia il suo segno, particolare ed indelebile, e io appresso ad ognuna a cercare di surfarmela fino in fondo, traendone solo i benefici e gli stimoli.
Lo spazio di unmetroquadro inizia, come previsto, ad addensarsi. Gli spinaci (prima colonna da SX e ultima riga a DX) reduci dal primo raccoltino sono gia' ripartiti con un nuovo ciclo di fogliame, le insalate (ultima colonna a DX) sono nella volata finale schedulata entro maggio, la carote (terza colonna da DX) stanno per maturare, le zucchine (ultima riga in basso verso DX) e i pomodori (seconda e quarta colonna da SX) crescono veramente a vista d'occhio. Il tutto sempre nello stesso metro quadro.
Secondo la teoria ogni piantina avrebbe bisogno di almeno 20cm di raggio libero intorno a se' (in realta' alcun specie necessiterebbero fino a 50cm), ma in pratica qui' la configurazione non concede margini. L'idea e' che quando le zucchine e i pomodori saranno pronti (luglio?) le altre specie saranno gia' state colte e mangiate, ma quando vedo l'orticello addensarsi a vista d'occhio devo proprio fare uno sforzo di fede cieca nel mio piano...
Ecco la prospettiva zucchinosa, veramente impressionante nella sua crescita.
Le due specie (genovese e romana) crescono di pari passo, ben seminate (sufficientemente diradate, anche se la densita' e' piu' alta del dovuto) e in piena salute.
I pomodori, au contraire, sono troppo addensati, causa l'umidita' dei semi e la loro piccolissima dimensioni al momento della semina, che han fatto si' che rimanessero appiccicati l'uno all'altro. Sara' quindi necessario diradare le piantine, immagino entro 2 settimane, appena saranno presenti almeno 4 foglie per piantina (come da manuale).


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