venerdì 4 giugno 2010

Transplant

Gli spinaci sono i primi a chiudere il proprio ciclo, in seguito al tezo (infelice) raccolto, ormai svuotati di ogni energia per rifogliare. La decisione, non priva di pensieri laterali, di sbarazzarsi delle piantine con cui mi sono accompagnato degli ultimi mesi viene comunque presa, pensando, piu' che altro, allo spazo che si liberera', alleggerendo cosi' tutto umetroquadro.
Quali piante adesso far respirare, trapiantandole al posto degli spinaci? Le insalate saranno presto di meno, in quanto le cappuccine hanno fatto il fiore e quindi non sono piu' buone; le carote sono a buon punto e chiaramente non possono essere trapiantate, in quanto radici; i pomodori sono stati appena irrobustiti con la struttura in canne e, appena le carote saranno colte, avranno l'aria che si meritano. 
La conclusione ovvia e' quindi di procedere a dare superficie aggiuntiva alle zucchine, anche perche' sono quelle destinate a diventare piu' grandi di tutte e pensare di tenere otto piante di zucchine in 30cmx60cm e' infattibile.

Detto, fatto.

L'operazione presenta non pochi rischi in quanto tutte le piante di zucchine sono piene, come sappiamo, dei primi mini ortaggi e il trapianto e' pericolosissimo. Oltre al fatto che io non ho idea di come si faccia, ne' se, in realta', si possa.
Scelgo con cura le piante piu' piccole, scavo intorno al tronco con le dita per capire la profondita' delle radici, e provo a tirarle su. Le trapianto trattenendo il fiato in apposite buche, ricopro e annaffio leggermente.
Risultato: un campo di battaglia.


Credo di avere sbagliato qualcosa, se non addirittura tutto.

Parto verso terre scandinave, sto quattro giorni fuori e ritorno. Magia:


Tutte la piante di zucchina han preso! Le zucchinine crescono a meraviglia e, devo dire, l'intero unmetroquadro ha ripreso il colore di qualche settimana fa.

Ammiro i piccoli ortaggi crescere, con i loro minimi particolari in perfetta scala, pronti ad esplodere in una gioventu' forte e vigorosa. I fiori di zucchina si lanciano in avanti facendo strada ai loro fratelli minori, per ora timidi, ma che ben presto impareranno dai loro fratelli maggiori.

Le lattughe devono essere mangiate stasera, per non correre il rischio di marcire inutilmente. I pomodori verrano cimati nel weekend, secondo leggi gia' scritte. Unmetroquadro cresce, cambia senza pura, racconta la sua vita perche' possano un giorno altri metriquadri crescere ed imparare.

mercoledì 26 maggio 2010

Carote malate e zucchine pregiate

Entrando con la mano nel sottobosco (per meglio dire 'sottoorto'), immergendola tra le grandi foglie e godendomi l'ombrosa atmosfera, riesco ad indiviuare ed ad immortalare i fiori di zucchina e le zucchinine presto partecipi a futuri banchetti a base di pasta zucchine&gamberi (nonostante non abbia un allevamento per i molluschi).

Unmetroquadro si evolve continuamente, iniziando anche a diradarsi a causa del fine-ciclo degli spinaci (ultimo mini-raccolto due giorni fa, di dubbia qualita', forse a causa dei troppi fiori). Il lato sinistro, infatti, e' adesso praticamente sgombro e sto meditando se sia fattibile/opportuno lo spostare alcune specie per dare un po' di aria al tutto.


Per il resto devo purtroppo notare che le piante di carote, per quanto cresciute, si stanno tutte ricoprendo di una sottile polvere bianchiccia, di dubbia provenienza che non riesco a a definire. Cercando su internet ho il sospetto che sia qualche strana specie di fungo, nonostante legga che proprio le carote sono piante iper-attrezzate e note per respingere gli attacchi dei vari insetti/parassiti che circolano nei nostri orti. Se qualcuno avesse idea sul da farsi, ne sarei alquanto sollevato.

sabato 22 maggio 2010

La dimensione Z

Armato di fusti di canneto italico e di gomitolo di rafia ed autoeruditomi via google sulle strutture piu' tipiche ed usate per sorreggere la crescita delle piante di pomodoro, ho fatto guadagnare a unmetroquadro la dimensione Z.
In direzione del cielo, infatti, posso ora scalare e crescere tranquilli i pomodori, sicuri su una struttura autoportante, iperstatica al punto giusto, che di fatto segna finalmente la presenza nell'orto del frutto americano, fino ad oggi celato tra spinaci, carote e lattughe, tutte piantate precedentemente e quindi sovrastanti.

Il disegno a V, con asta di sostegno orizzonatle, e' sembrato obbligato, mentre il numero di montanti e' stato pensato e ripensato, mettendo a sistema i sostegni gia' esistenti (le corde di contenimento trasversali di unmetroquadro) e la densita' delle piantine. Risultato: quattro montanti, che hanno immediatamente reso necessario una nuova visita la vivaio per acquistare altre canne, al fine di creare la struttura anche per la seconda fila di pomodori. Questo sara' fatto oggi pomeriggio o domani.


Il sole che splende alto e sicuro rende tutto il balcone piu' blooming che mai.
La testa inizia ad andare verso il futuro e verso nuovi orti da progettare e mettere su, anche li' passo dopo passo, minuto dopo minuto, dettaglio dopo dettaglio. God is in the details.